Torino (e le metropoli italiane) ai tempi del Covid
Impatti sociali, economici e ambientali
Dopo tre anni di pandemia, e dopo quasi un anno dal ritorno della guerra in Europa, è tempo di un primo bilancio sugli impatti sociali ed economici che questi tragici eventi hanno prodotto – e stanno producendo – sui territori, sulle città e, tra queste, su Torino.
L'Atlante – frutto di un lavoro di quasi due anni, che ha coinvolto un centinaio di persone tra ricercatori, grafici, soggetti – vuol combinare correttezza scientifica e racconto divulgativo, rivolgendosi ad attori locali, esperti, cittadini interessati ad approfondire i tanti temi che definiscono il sistema urbano torinese formato dal capoluogo e dai 14 comuni della cintura.
L’automobile resta il mezzo predominante nella mobilità dei torinesi, anzi con la pandemia ha visto crescere ulteriormente la sua centralità nel capoluogo e soprattutto nel resto del territorio metropolitano. Torino si conferma il capoluogo metropolitano del Centronord con più autovetture pro capite (604 ogni 1.000 abitanti) dopo Roma (635); il tasso di motorizzazione era calato progressivamente da 664 del 2017 a 590 nel 2021, ma nel 2022 è tornato a crescere.
Per oltre il 40% il parco veicolare torinese è costituito da autovetture Euro 6, analogamente a Milano (solo Bologna e Firenze registrano una percentuale più alta, pari al 43%); resta comunque significativa la percentuale di autovetture fortemente inquinanti: oltre il 15% sono ancora Euro 0, 1 o 2, e quasi 8 su 100 sono Euro 3.
Il trasporto pubblico ha invece registrato un drastico calo a causa della pandemia, sia come offerta che come domanda. Torino è l’unico capoluogo metropolitano in cui i posti-km per abitante offerti su bus, tram e metro, dopo essere diminuiti nel 2020 rispetto al 2019 (-29%), sono ulteriormente calati nel 2021 (-11%; unica eccezione Palermo, con però un più limitato -1%). Ancora più significativo è stato il calo dei passeggeri, diminuiti a Torino del 50% tra il 2019 e il 2021.
Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle, si consulti il Glossario.
(aggiornamento: Aprile 2024)
Nel 2022 il territorio nazionale risulta quasi completamente coperto dalla banda larga: la rete mista fibra-rame (FTTC) può servire il 96,2% delle famiglie, e valori di copertura superiori si registrano in tutte le città metropolitane (il meno elevato è a Torino: 96,5%). Decisamente minore e più disomo-genea è la copertura della banda più veloce: la rete FTTC ad oltre 100 Mbps può attualmente servire il 70,1% delle famiglie, e nel caso di Torino è pari al 74,7%. La fibra ottica (FTTH) è disponibile per il 53,7% delle famiglie italiane; a livello metropolitano, Torino ha una copertura pari al 68,7% delle famiglie. La rete mobile 5G copre l’80,3% del territorio italiano; Torino si colloca penultima nel Centronord: l’84% delle famiglie è potenzialmente servito da questa rete.
Gli abbonamenti a banda larga (con velocità superiore a 2 Mbps) effettivamente attivati a livello residenziale sono stati nel 2022 in Italia 18,6 milioni, ossia 66,2 ogni 100 famiglie. Torino si colloca quintultima tra le città metropolitane italiane, con 76,8 abbonamenti a banda larga ogni 100 famiglie, di cui 64,5 a banda ultralarga (29,5 su rete FTTC, 27,9 su rete FTTH, 7,1 su rete FWA).
Il 99,4% delle imprese a livello nazionale e il 99,9% di quelle piemontesi ha accesso a Internet. In termini di velocità di connessione, meno della metà delle imprese in Piemonte (48,8%) ha un abbonamento a Internet con velocità superiore ai 100 Mbps, percentuale inferiore alla media nazionale (49,7%) e a regioni come Campania (54%), Lazio (53,9%), Lombardia (53,3%) e Puglia (52,2%). Un ulteriore 37,1% delle imprese piemontesi ha un abbonamento con velocità superiore a 30 Mbps.
(aggiornamento: Aprile 2024)
Nell’ultimo decennio, Torino è tra le città metropolitane in cui si è registrata una domanda costante di consumi elettrici domestici (a differenza di altre metropoli dove invece è diminuita), rimanendo tuttavia tra quelle con i minori consumi pro capite: solo in altre 3 città metropolitane si registrano valori inferiori.
Torino ha inoltre la più efficace rete elettrica (col minor numero assoluto di interruzioni nell’erogazione) ed è tra le città metropolitane più virtuose sul fronte delle fonti rinnovabili: primo posto per quota di elettricità prodotta con fonti rinnovabili, soprattutto grazie all’idroelettrico, ma anche allo sviluppo del fotovoltaico (solo in altre 2 città metropolitane si ha una produzione maggiore).
I rifiuti pro capite prodotti dai cittadini – a Torino come nelle altre città metropolitane – sono in lieve calo da alcuni anni, mentre quasi ovunque cresce la quota di raccolta differenziata. Torino è oggi al decimo posto per produzione pro capite di rifiuti e al sesto per quota percentuale di raccolta differenziata.
A fine 2023, il Piemonte è al settimo posto tra le regioni metropolitane (penultima del Centronord, che precede in blocco il Sud) per quota di edifici ristrutturati grazie al Superbonus 110%; si trova inoltre al quinto posto per livelli di efficienza energetica degli edifici (dati dal rapporto tra edifici nelle classi A ed edifici nelle classi F e G). Nel caso delle imprese, Torino è al quarto posto tra le città metropolitane per quota di imprese che hanno effettuato eco-investimenti nel triennio 2021-23, al quinto posto per imprese con diagnosi energetica, al settimo posto per imprese eco certificate dal sistema ISO.
(aggiornamento: Aprile 2024)
La qualità dell’aria – sia a Torino sia nella cintura metropolitana – dopo decenni di tendenziale riduzione degli inquinanti, negli ultimi anni (dal 2019 in qua) continua a calare solo il Biossido di azoto, i livelli del Pm10 si sono sostanzialmente stabilizzati, mentre l’Ozono risulta ancora molto problematico: soltanto in una delle nove centraline collocate tra Torino e cintura i livelli di questo inquinante risultano entro i limiti di legge per la tutela della salute. Considerando i diversi inquinanti, Torino rimane (con Milano) la metropoli più inquinata d’Italia.
I consumi idrici domestici procapite sono da anni in calo quasi ovunque nelle metropoli, Torino compresa (che però continua a registrare uno dei più alti livelli di consumo procapite: il quarto in Italia); anche la dispersione idrica si sta riducendo in molte città, tra cui Torino, che ha una delle reti più efficaci (solo Milano registra perdite inferiori).
Quanto al verde urbano, Torino è al sesto posto tra i capoluoghi metropolitani per dotazione di metri quadri fruibili pro capite (soprattutto grazie ai suoi parchi storici) e al primo posto per numero di alberi per abitante.
L’incidentalità stradale grave (con morti e/o feriti) rimane negli ultimi anni stabile a Torino città (così come negli altri capoluoghi metropolitani), che resta tra le città più sicure da questo punto di vista: solo in altri 4 si ha un numero inferiore di incidenti gravi (in rapporto al numero di abitanti). Nelle cinture metropolitane si registrano quasi ovunque livelli di incidentalità superiori ai capoluoghi, sebbene in lieve calo negli ultimi anni; nell’area metropolitana torinese si registra un numero relativamente basso di incidenti: solo altre 5 città metropolitane ne contano meno.
I reati denunciati alle forze dell’ordine sono in calo negli ultimi anni, Torino resta però la seconda città metropolitana (dopo Milano) per reati in rapporto al numero di abitanti, penalizzata soprattutto dall’elevato numero di truffe e frodi informatiche (per cui è la seconda metropoli in Italia) e di rapine (quarta).
Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle si consulti Glossario.
(Aggiornamento: Aprile 2024)