Torino (e le metropoli italiane) ai tempi del Covid
Impatti sociali, economici e ambientali
Dopo tre anni di pandemia, e dopo quasi un anno dal ritorno della guerra in Europa, è tempo di un primo bilancio sugli impatti sociali ed economici che questi tragici eventi hanno prodotto – e stanno producendo – sui territori, sulle città e, tra queste, su Torino.
L'Atlante – frutto di un lavoro di quasi due anni, che ha coinvolto un centinaio di persone tra ricercatori, grafici, soggetti – vuol combinare correttezza scientifica e racconto divulgativo, rivolgendosi ad attori locali, esperti, cittadini interessati ad approfondire i tanti temi che definiscono il sistema urbano torinese formato dal capoluogo e dai 14 comuni della cintura.
Per offerta di posti negli asili nido (in rapporto al numero di bambini in età 0-2 anni), Il Comune di Torino è quinto tra i capoluoghi metropolitani, secondo per onerosità delle tariffe medie mensili che devono versare le famiglie per l’iscrizione al nido.
Nell’ultimo decennio – sia a Torino città sia nel resto della città metropolitana – si è registrata una diminuzione pressoché costante di allievi, dalla scuola dell’infanzia alla scuola media; invece, il numero di iscritti alle Superiori per ora rimane nel complesso stabile: si è sostanzialmente arrestata la crescita di iscritti ai Licei, mentre continua (da oltre un decennio) in modo costante l’aumento di allievi negli Istituti tecnici.
La qualità dell’offerta scolastica nell’area torinese rimane nel complesso mediocre: considerando i punteggi medi ottenuti nei test Invalsi, dalla primaria alla quinta superiore – in un panorama nazionale in cui Bologna, Milano e Trieste sono quasi sempre le città coi punteggi migliori e il Sud risulta in grave ritardo – Torino occupa quasi sempre posizioni intermedie.
A livello universitario, nel 2023 si è arrestato il processo di costante aumento di iscritti che, nel decennio precedente, aveva caratterizzato i due atenei torinesi; aumenti significativi si registrano soltanto a Scienze Politiche e Scienze Mfni. Il Politecnico di Torino esercita una forte attrattività dall’estero (è il secondo ateneo in Italia per percentuale di iscritti stranieri) e da altre regioni (quarto), l’Università di Torino un po’ meno, collocandosi rispettivamente al quinto e al nono posto tra gli atenei metropolitani italiani.
Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle, si consulti il Glossario.
(Aggiornamento: Aprile 2024)
Il sistema economico torinese sembra aver superato la crisi legata al periodo della pandemia, anche se restano alcune zone d’ombra.
In termini di natimortalità delle imprese, gli ultimi 5 anni hanno visto nella città metropolitana torinese tassi di crescita sempre positivi nonostante il Covid, inferiori però a quelli nazionali. Nell’ultimo decennio industria, agricoltura e commercio hanno registrato quasi sempre tassi negativi; i servizi alle imprese e le costruzioni sono progressivamente passati da tassi negativi a positivi; le imprese del turismo sono diminuite dal 2019 in poi.
La produzione industriale, dopo la forte contrazione nel 2020 per lo scoppio della pandemia e il rimbalzo positivo del 2021, ha continuato a crescere nell’area torinese nel 2022 e poi nel 2023, in cui ha registrato un incremento medio pari a +3%. Su una prospettiva decennale, il settore che al 2023 ha registrato la maggior crescita media dal 2013 è quello dei mezzi di trasporto (+5,6%), seguito dai prodotti elettrici ed elettronici (+3,1%), l’alimentare (2,6%), la chimica, gomma e plastica (+2,2%), i prodotti in metallo (+1,3%) e la meccanica (+0,5%).
Un ruolo di traino per il settore manifatturiero è stato svolto dall’export, che nel 2022 ha per la prima volta superato i 25 miliardi di euro e nel 2023 ha quasi raggiunto i 30 miliardi. Quasi tutti i settori industriali hanno registrato nel 2023 il valore più alto di esportazioni dell’ultimo decennio. I mezzi di trasporto rappresentano il 44% dell’export totale; i macchinari ed apparecchi pesano per il 19%, quelli elettrici ed elettronici l’8%, altrettanto i prodotti in metallo. In termini geografici, la Francia è tornata nel 2023 il primo paese di destinazione delle merci torinesi (pesando per il 15,4%), superando la Germania (15,3%).
Sul fronte del lavoro nell’area torinese si registra nell'ultimo anno un lieve incremento del tasso di occupazione sia maschile (72%) sia femminile (59,5%). In netto miglioramento, nell’ultimo quinquennio, il tasso di disoccupazione giovanile, sceso nel 2023 al 21,5%.
Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle, si consulti il Glossario.
(aggiornamento: Aprile 2024)
A Torino città continua il calo di popolazione in atto da circa un decennio, dopo la lieve ripresa registrata nei primi 10 anni del XXI secolo. Anche nel resto della città metropolitana torinese prosegue il calo demografico in atto dal 2014 in poi.
Tale declino dipende in gran parte dal saldo negativo tra nascite e morti: se dagli anni ‘90 e fino al 2008 un aumento tendenziale delle nascite associato a una sostanziale stabilità del numero di morti aveva mantenuto il saldo naturale negativo attorno a quota -1.100 persone all’anno, dal 2009 in qua un forte aumento del numero di morti, associato a un drastico calo delle nascite, ha progressivamente amplificato il saldo naturale negativo, fino alla quota -5.933 registrata nel 2023.
Analizzando l’andamento dei residenti che emigrano dal Comune di Torino, dopo un picco nel 2017 pari a quasi 30.000 cancellazioni, negli ultimi cinque anni si è stabilizzato tra i 20.000 e 22.000 emigrati (21.812 nel 2023). Al contrario, gli iscritti a Torino provenienti da altri comuni sono calati dai 18.875 del 2019 ai 13.477 del 2023, quelli dall’estero sono invece cresciuti nello stesso periodo da 7.447 a 9.323.
Nel comune di Torino l’incidenza degli stranieri sulla popolazione è salita in modo deciso e costante dagli anni ‘90 (quando era attorno al 3%) fino al 2015, quando si registrò il valore massimo del 15,6%; negli anni successivi tale valore è lievemente calato, fino al 14,4% registrato nel 2020, per poi risalire al 15,1% nel 2023.
Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle, si consulti il Glossario.
(aggiornamento: Aprile 2024)