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Mobilità

Negli ultimi due decenni si è assistito ad un calo del tasso di motorizzazione in gran parte dei capoluoghi metropolitani: a Torino tale indicatore è diminuito, dal 2000 al 2016, dello 0,9%, variazione decisamente inferiore rispetto alle flessioni registrate a Milano (-15,7%) o a Roma (-12,6%). Nel 2016, con 639 auto ogni 1.000 abitanti, il capoluogo torinese, nel confronto con gli altri capoluoghi metropolitani, presentava il terzo valore più alto, dopo Catania (684) e Cagliari (646).

Se da un parte Torino continua ad essere caratterizzata dall’elevato numero di auto circolanti, dall’altra il capoluogo piemontese è anche la città che presenta, nel 2016, l’incidenza più alta di auto Euro VI (19%, seguita da Bologna con il 12,6% e Firenze 11,9%) e la minor incidenza di modelli pre Euro V (61,5%). Le politiche per regolare la circolazione e la sosta dei mezzi privati, con lo scopo di contenere il trasporto motorizzato privato a favore di quello collettivo, possono riguardare le Zone a Traffico Limitato (ZTL), i parcheggi a pagamento e quelli di interscambio.

Nel 2014, Torino è al quinto posto per densità di zone a traffico limitato (2,06% del territorio comunale), dietro a Milano, Firenze, Palermo e Bologna. E’ invece al 4° posto con 86 stalli in parcheggi a pagamento ogni 1.000 autovetture circolanti (dato 2015), dopo Firenze (160), Bologna (146) e Milano (119), ma rispetto al 2000, quando era al secondo posto, il capoluogo piemontese è la città che ha registrato il minor incremento. Per quanto riguarda i parcheggi di interscambio, che permettono di lasciare l’auto per salire su treni, metrò, tram e bus, nel 2015 si contano a Torino mediamente 12 stalli ogni 1.000 auto e tale dato colloca la capitale piemontese all’ottavo posto nel confronto con gli altri quattordici capoluoghi metropolitani.

Negli ultimi anni in tutte le città italiane è aumentata l’offerta di piste ciclabili. Torino, che già nel 2000 deteneva il primato del maggior numero di km di piste per superficie comunale, nel 2015 mantiene il primo posto. Nell’ambito del bike sharing, Torino è seconda per numero di biciclette (13,5) ogni 10.000 abitanti dopo Milano (34,4).

Negli ultimi anni è in corso nell’area torinese una ripresa significativa del trasporto pubblico: con la progressiva attivazione della linea 1 del metrò, si è nettamente invertito il trend di forte calo dei passeggeri (scesi del 15,7% tra il 1991 e il 2004). La crescita degli ultimi anni è attribuibile anche ad altri fattori: nel 2011 è stata aperta la nuova tratta della metropolitana da Porta Nuova a Lingotto e, nello stesso anno, c’è stato un incremento dei viaggiatori come effetto delle celebrazioni organizzate a Torino per il 150⁰ anniversario dell’Unità d’Italia. Inoltre, nello stesso anno, GTT ha adottato un nuovo metodo di conteggio dei passeggeri che include anche i viaggi di trasbordo all’interno delle diverse modalità di trasporto (bus-tram-metro). In sintesi, nel 2017, i mezzi pubblici torinesi hanno registrato 260 milioni di passeggeri paganti; di questi, circa un sesto (42 milioni) ha utilizzato la metropolitana.

Nel 2015, la velocità media dei mezzi pubblici è stata di 14,7 km/h per i tram, 16,6 km/h per i bus urbani e 19,8 km/h per quelli suburbani.
Nel confronto con le altre città metropolitane, per quanto riguarda l’offerta di trasporto pubblico, Torino è al quinto posto nel 2015 (era quarta tre anni prima) per numero di posti-km offerti per abitante; al primo posto c’è Milano con un offerta di posti più che doppia rispetto a quella torinese. Sul piano dell’utilizzo, Torino è settima fra le città metropolitane (con 275 passeggeri trasportati all’anno per ogni abitante), ma il trend è in crescita: nel 2000 era decima.
Quanto ai treni, Torino rappresenta oggi – in attesa dell’estensione verso la Francia – il terminale nord-ovest della dorsale nazionale ad alta velocità e sconta questo ruolo marginale rispetto alla tratta a maggior frequenza (quella tra le due «capitali» nazionali, Roma e Milano). Negli ultimi anni, è aumentata la frequenza di collegamenti del capoluogo piemontese con quasi tutte le metropoli del Centro Nord, grazie all'incremento delle corse dell'alta velocità gestite da Trenitalia e da NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori) che ha lanciato Italo; nel confronto con Milano, tuttavia, le frequenze dei collegamenti di Torino con le altre città restano nettamente inferiori.

Nel 2017 sono stati oltre 4,1 milioni i passeggeri che sono partiti, arrivati o hanno transitato nell’aeroporto Sandro Pertini: si tratta del 48% in più rispetto al 2000, contro una media italiana del +89%. Nonostante tale incremento, Caselle, nel confronto con gli altri principali aeroporti che servono le città metropolitane, si colloca al 13° posto per numero di passeggeri (era al 9° posto nel 2000). Tale declassamento dipende sia dal fatto che Torino dispone di meno collegamenti aerei diretti rispetto ad altre metropoli italiane, sia dalla bassa presenza dei voli low cost (che a Caselle incidono per circa il 50% dei voli – dato 2016). Anche il traffico merci dello scalo torinese si è ridotto molto negli ultimi dieci anni, facendolo scendere dal sesto posto del 2000 all'attuale dodicesimo.

Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle, si consulti il Glossario.

  

(aggiornamento : ottobre 2018)

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