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Mobilità

Nell’ultimo ventennio il volume complessivo degli spostamenti nell’area torinese è diminuito: le serie storiche dell’Agenzia della mobilità piemontese rilevano una riduzione, dai 4 milioni di spostamenti quotidiani del 1991 ai 2,9 del 2013 (-25%). Ciò si deve a cause diverse, quali ad esempio l’invecchiamento della popolazione, la crisi economica, il calo dell’occupazione (tabella).

L'auto continua a costituire, nonostante una leggera diminuzione rispetto agli anni precedenti, il mezzo più utilizzato per gli spostamenti, con un'incidenza del 43,4% nel capoluogo, del 57,0% nei comuni della cintura metropolitana e del 70,5% nel resto della provincia. Nei tre territori aumenta la percentuale di spostamenti effettuati su due ruote (bicicletta o moto), anche se tale quota rimane marginale (inferiore al 5%). In crescita anche gli spostamenti a piedi, tranne che nel resto della provincia. Molto bassa la quota di spostamenti effettuati con il treno (intorno al 1%) (tabella). 

Negli ultimi decenni si è assistito ad un generale calo del tasso di motorizzazione in quasi tutte le città: a Torino tale indicatore è diminuito dal 2000 al 2015 appena del 4,0%, variazione decisamente inferiore delle flessioni registrate a Milano (-15,7%) o a Roma (-12,5%). Attualmente, con 619 auto ogni 1.000 abitanti, il capoluogo torinese, nel confronto con gli altri comuni metropolitani, presenta il terzo valore più alto, dopo Catania (679) e Cagliari (645) (tabella). Se da una parte Torino continua ad essere caratterizzata dall’elevato numero di auto circolanti, dall’altra il capoluogo piemontese è anche la città che presenta nel 2015 l’incidenza più alta di auto Euro VI (8,3%, seguita da Bologna con il 4,2% e Firenze 3,9%) e la minor incidenza di modelli pre Euro V (66,9%) (tabella)

Le politiche per regolare la circolazione e la sosta dei mezzi privati, con lo scopo di contenere il trasporto motorizzato privato a favore di quello collettivo, possono riguardare le Zone a Traffico Limitato (ZTL), i parcheggi a pagamento e quelli di interscambio. Dopo l’allargamento della zona ZTL avvenuta nel 2010 (installando anche le telecamere per controllare i varchi d’ingresso), a Torino non ci sono state grandi novità. Nel 2014 (ultimo anno per il quale ci sono dati aggiornati dell’Istat), Torino è al quinto posto per densità di zone a traffico limitato, dietro a Milano, Firenze, Palermo e Bologna (tabella). E’ invece al 4° posto con 85 stalli in parcheggi a pagamento ogni 1.000 autovetture circolanti, dopo Firenze (165), Bologna (149) e Milano (88), ma rispetto al 2000, quando era al secondo posto, il capoluogo piemontese è la città che ha registrato il minor incremento (tabella). Per quanto riguarda i parcheggi di interscambio, che permettono di lasciare l’auto per salire su treni, metrò, tram e bus, Torino soffre un forte ritardo. Nel 2013 (ultimi dati disponibili e diffusi dall’Istat) si contano mediamente 12 stalli ogni 1.000 auto e tale dato colloca la capitale piemontese all’ottavo posto nel confronto con le altre quattordici città metropolitane (tabella).

La razionalizzazione del trasporto privato può essere perseguita non solo con interventi regolativi, ma anche con misure come il car sharing e il bike sharing. In entrambe i casi Torino risulta esser ben posizionata nel confronto con le altre città metropolitane. Per quanto riguarda il servizio di car sharing a postazione fissa (che prevede il prelievo e la riconsegna del veicolo esclusivamente in aree prestabilite), a Torino sono in crescita sia il numero di veicoli che di utenti. Nel confronto con le altre principali città, il capoluogo piemontese è terzo per numero di auto ogni 100.000 abitanti e quarto per utenti ogni 1.000 abitanti. Invece il servizio di car sharing a flusso libero (ossia quello che consente il prelievo e la riconsegna del veicolo in qualsiasi stallo di sosta compreso entro un perimetro dato) nel 2014 (ultimo anno per il quale esistono dati Istat aggiornati) era attivo in solo tre città (Milano, Firenze e Roma), ma nel 2015 ha raggiunto anche Torino (tabella). Nell’ambito del bike sharing, Torino è terza per numero di biciclette ogni 10.000 abitanti e il servizio è in crescita in città (tabella).
Negli ultimi anni in tutte le città italiane è aumentata l’offerta di piste ciclabili. Torino, che già nel 2000 deteneva il primato del maggior numero di km di pista per superficie comunale, nel 2014 mantiene il primo posto (tabella).

Da metà degli anni Duemila è in corso nell’area torinese una ripresa significativa del trasporto pubblico: con la progressiva attivazione della linea 1 del metrò, si è nettamente invertito il trend di forte calo dei passeggeri (scesi del 15,7% tra il 1991 e il 2004). La crescita degli ultimi anni è attribuibile anche ad altri fattori: nel 2011 è stata aperta la nuova tratta della metropolitana da Porta Nuova a Lingotto e, nello stesso anno, c’è stato un incremento dei viaggatori come effetto delle celebrazioni organizzate a Torino per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Inoltre nel 2013 GTT ha adottato un nuovo metodo di conteggio dei passeggeri che include anche i viaggi di trasbordo all’interno delle diverse modalità di trasporto (bus-tram-metro). In sintesi, nel 2015, i mezzi pubblici torinesi hanno registrato 247 milioni di passeggeri paganti; di questi, un sesto (41 milioni) ha utilizzato la metropolitana (tabella).
Nel 2015, la velocità media dei mezzi pubblici è stata di 14,7 km/h per i tram, 16,6 km/h per i bus urbani e 19,8 km/h per quelli suburbani (tabella).
Nel confronto con le altre città metropolitane, per quanto riguarda l’offerta di trasporto pubblico, Torino è al quinto posto nel 2014 (ma era quarta due anni prima) per numero di posti-km offerti per abitante; al primo posto c’è Milano con un’offerta di posti più che doppia rispetto a quella torinese (tabella). Sul piano dell’utilizzo, Torino è sesta fra le città metropolitane (con 272 passeggeri trasportati all’anno per ogni abitante), ma il trend è in crescita: nel 2000 era decima (tabella).

Il traffico sulle principali autostrade che servono l’area torinese, dopo essere stato in calo costante dal 2011, nel 2015 registra un incremento del 3-4% su tutte le tratte (tabella).
Quanto ai treni, Torino rappresenta oggi – in attesa dell’estensione verso la Francia – il terminale nord-ovest della dorsale nazionale ad alta velocità e sconta questo ruolo marginale rispetto alla tratta a maggior frequenza (quella tra le due «capitali» nazionali, Roma e Milano). Negli ultimi anni, è aumentata la frequenza di collegamenti del capoluogo piemontese con quasi tutte le metropoli del Centro Nord, grazie all'incremento delle corse dell'alta velocità gestite da Trenitalia e da NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori) che ha lanciato Italo; nel confronto con Milano, tuttavia, le frequenze dei collegamenti di Torino con le altre città restano nettamente inferiori (tabella).
Nel 2015 sono stati 3,7 milioni i passeggeri che sono partiti, arrivati o sono transitati nell’aeroporto Sandro Pertini: si tratta del 30,3% in più rispetto al 2000, contro una media italiana del +70%. Nonostante tale incremento, Caselle, nel confronto con gli altri principali aeroporti che servono le città metropolitane, si colloca al 14° posto per numero di passeggeri (era al 9° posto nel 2000) (tabella). Tale declassamento dipende sia dal fatto che Torino dispone di meno collegamenti aerei diretti rispetto ad altre metropoli italiane, sia dalla bassa presenza dei voli low cost (che a Caselle incidono per il 45,3% dei voli, contro una media nazionale del 48,4% e punte massime di oltre il 90%, ad esempio, a Bergamo o Ciampino tabella). Anche il traffico merci dello scalo torinese si è ridotto molto negli ultimi dieci anni, facendolo scendere dal sesto posto del 2000 all'attuale tredicesimo (tabella).

Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle, si consulti il Glossario.

  

(aggiornamento : gennaio 2016)

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