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Cultura

A Torino il settore museale è notevolmente cresciuto negli ultimi decenni: se negli anni Novanta si contavano in città una ventina di musei, nel 2006 il loro numero era salito a quasi una quarantina e nel 2015 si è sfiorata la cinquantina (includendo anche 10 piccoli musei con una media inferiore a 30 visitatori quotidiani). Il numero complessivo dei visitatori del sistema museale torinese – solo tra il 2006 e il 2015 – è aumentato del 61,4%, passando da 2,6 milioni di ingressi a 4,3 (tabella).
Rispetto a una ventina di anni fa, Torino può oggi contare su due poli (Museo del Cinema e Reggia di Venaria) che, assieme al Museo Egizio, costituiscono le maggiori attrazioni per visitatori e turisti. Questi rientrano nei primi dieci posti dei musei statali maggiormente visitati in Italia nel 2015 (tabella), anno in cui l'Egizio ha registrato una forte crescita di visitatori (+36% rispetto al 2014), così come la GAM e il Borgo Medioevale .

Nel confronto con le altre metropoli, il capoluogo piemontese gode oggi di una dotazione di patrimonio culturale di livello intermedio, collocandosi al settimo posto tra le quindici metropoli per numero pro capite di musei, gallerie e siti archeologici (tabella) e al nono posto per dotazione di biblioteche pubbliche (tabella). Se si guarda ai livelli di utilizzo di tali servizi, la situazione di Torino risulta migliore: è seconda per utenti delle biblioteche (143 ogni 100 abitanti nel 2012, dopo Firenze con 251) e sesta per rapporto tra visitatori dei musei e abitanti (dietro a Firenze, Trieste, Venezia, Roma e Milano).

Per quanto riguarda il cinema, che, come sottolinea la SIAE, è uno dei comparti più importanti dello spettacolo sia sotto l'aspetto del numero di biglietti rilasciati, sia per l'entità degli incassi, nel Torinese è leggermente diminuito negli anni il numero degli schermi, mentre quello degli ingressi si è sostanzialmente stabilizzato, in linea con il trend nazionale (tabella). Sono in calo anche le proiezioni a Torino (-4,3% dal 2011 al 2015) in controtendenza con il dato nazionale (+4,1%). Nel confronto con le altre Città metropolitane, Torino e Bologna sono le città con il maggior numero di ingressi per proiezione (rispettivamente 43 e 44). La provincia piemontese è, invece, al settimo e all’undicesimo posto per numero di ingressi e numero di proiezioni ogni 100.000 abitanti (tabella).

In generale, per quanto riguarda l’offerta di spettacoli (settore che comprende concerti, manifestazioni, spettacoli teatrali, cinema, ecc.), nella Città metropolitana di Torino nel 2015, secondo i dati SIAE, si sono conteggiati oltre 180mila eventi, con oltre 12 milioni di spettatori paganti e altri 2 milioni di ingressi a manifestazioni gratuite. Tale offerta, se pesata per gli abitanti, colloca Torino, nel confronto con le altre principali metropoli italiane, a metà classifica. Se però si considerano gli incassi e il volume d’affari medio (ossia pesato per il numero di spettacoli offerti) Torino presenta uno dei valori più alti, dietro solo a Milano (tabella).

Il sistema fieristico della città rimane decisamente marginale nel panorama nazionale. Esso è dominato dal polo di Rho-Milano e, in seconda fascia, dalle fiere organizzate a Bologna, Rimini, Verona e Firenze (tabella). Gli unici saloni internazionali degni di nota, in termini di affluenza, restano la Fiera del Libro, dal futuro, però, incerto, e il Salone del Gusto, che nella sua edizione del 2016 si è completamente rinnovato, diventando una manifestazione “diffusa” per il centro storico della città (tabella).

Gli aumenti in termini di visitatori e di offerta culturale sono il frutto di una campagna di investimenti da parte degli enti locali e delle Fondazioni iniziata a metà degli anni Novanta che ha permesso alla città di affrancarsi dallo stereotipo di one company town e di posizionarsi nel sistema delle metropoli che producono cultura. Oggi le risorse economiche destinate a questo settore sono complessivamente diminuite rispetto a quanto succedeva all’inizio degli anni Duemila o negli anni pre-olimpici (tabella). Il comune di Torino (tabella) e le fondazioni di origine bancaria (tabella) rimangono i maggiori finanziatori, seguiti dallo Stato (tabella). Marginale è invece l’apporto dell’ente provinciale (tabella). Nel confronto con gli altri comuni metropolitani, secondo i dati 2013, Torino è terza per incidenza della spesa in cultura sul totale delle uscite comunali e quarta per valore pro capite (tabella).

Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle, si consulti il Glossario.

 

(aggiornamento : Dicembre 2016)

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