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Ambiente e sicurezza

Rifiuti urbani
Nel 2015 torna a crescere leggermente la quota di raccolta differenziata sia in provincia (da 50,4% del 2014 a 51%) che a Torino da (41,9% al 42,4%). Se si analizzano i dati nel lungo periodo, è evidente come questo indicatore si sia stabilizzato negli ultimi anni. Per quanto riguarda la produzione di rifiuti pro capite, dopo il calo che si è verificato dal 2007, si registra ultimamente un nuovo lieve aumento sia in provincia che in comune (Tabella). A Torino, nelle zone dove è attiva la raccolta porta a porta, la quota di raccolta differenziata supera ampiamente la media cittadina. I due quartieri più virtuosi sono Borgo Po/Cavoretto e Madonna del Pilone con valori al 2015 pari al 65%, segue la zona di Pozzo strada con 63,8%. I quattro quartieri, invece, che presentano le quote più basse (sotto il 30%) sono: San Salvario, Barriera di Milano, Lingotto e Circoscrizione 5 (Tabella). Nei maggiori comuni della cintura torinese i livelli di raccolta differenziata risultano in generale superiori a quelli del capoluogo. I più virtuosi sono i centri collinari, con quote di raccolta differenziata che raggiungono e a volte superano l’80% (Tabella). Nel confronto con le altre principali città italiane, netta è la differenza di performance di raccolta differenziata fra Nord e Sud. Le città del Centro Nord presentano valori decisamente più alti. Fra queste Torino – che era prima nel 2012 – è scesa al quinto posto, dietro Venezia (la più virtuosa con 52,2%), Milano (49,7%), Bologna (44,9%) e Firenze (47,9%). Le città del meridione nel 2015, mediamente, hanno registrato una percentuale di raccolta differenziata del 17,3% (Tabella).

Acqua
Torino è nel 2014 tra i quattro capoluoghi metropolitani (gli altri sono Milano, Napoli e Cagliari) che depurano la totalità delle acque di scarico cittadine e la sesta per efficienza della rete idrica, utilizzando, al netto della dispersione dalle tubature, il 69,3% dell’acqua immessa; valori superiori si registrano a Firenze (70%), Bologna (72,4%), Genova (72,5%), Reggio Calabria (73,0%) e Milano (88,3%, Tabella). Il consumo di acqua in ambito domestico a Torino è diminuito di un terzo tra il 2000 e il 2015 (il risparmio più significativo registrato tra le metropoli italiane), ma tuttora risulta il secondo più alto, dopo quello di Milano: nel capoluogo piemontese ogni cittadino consuma al giorno 198 litri, contro i 163 litri che mediamente utilizzano gli abitanti degli altri capoluoghi metropolitani (Tabella).

Inquinamento atmosferico
Continua ad essere critico il livello di inquinamento atmosferico dell’area torinese. Come sottolineato in Uno sguardo all’aria (la relazione annuale dell’ARPA sulla qualità dell'aria della Città metropolitana di Torino), sebbene i dati della rete di monitoraggio rilevino negli ultimi decenni alcuni miglioramenti, rimangono ancora troppo alte le concentrazioni nell’aria, soprattutto nel capoluogo, di biossido di azoto, ozono, benzo(a)pirene e PM10.
Il biossido di azoto (NO2), uno degli inquinanti atmosferici più pericolosi, supera il valore limite annuale di 40 µg/m3 in due stazioni di monitoraggio su quattro a Torino e in due su 15 nel resto della provincia. Se la concentrazione attuale risulta quindi spesso ancora troppo alta, si riscontra un miglioramento nel lungo periodo. Se si confrontano i dati 2016 con quelli del 2006, ad esempio, nel passato tutte le stazioni di Torino e più della metà di quelle nel resto della provincia superavano i limiti di legge (Tabella).
Per quanto riguarda l’ozono (O3), tutte le centraline collocate nella città metropolitana torinese hanno registrato nel 2016 un numero di giorni di sforamenti superiore al limite di legge, con l’unica eccezione della stazione di monitoraggio di Susa. Il periodo più critico per questo inquinante rimane quello dei mesi estivi. Se si analizzano i dati nel lungo periodo, come sottolineato dall’ARPA, si riscontra una sostanziale stabilità della concentrazione di questo inquinante (Tabella).
Secondo il bollettino dell’ARPA, desta preoccupazione la concentrazione nell’aria del benzo(a)pirene, che nel 2016 supera i valori limite di legge in cinque su 15 stazioni. Anche in questo caso, la situazione in città è più critica rispetto al resto della provincia (Tabella).
La concentrazione annuale di PM10 nel 2016 ha superato il valore limite di 40 µg/m3 solo nella stazione di monitoraggio di via Veronese, nella zona Nord di Torino (nessun superamento nelle altre cinque del capoluogo e nelle 12 collocate nel resto della provincia). Tale miglioramento è dovuto, come specifica l’ARPA, “alle condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla dispersione nei primi mesi del 2016”. In generale, si conferma la progressiva diminuzione di questo inquinante. Dieci anni fa, ad esempio, tutte le centraline di Torino e buona parte di quelle del resto della provincia avevano rilevato una concentrazione annuale superiore al limite di legge (Tabella).
I valori, invece, che si riferiscono ad altri inquinanti – come monossido di carbonio, biossido di zolfo, benzene e metalli - nel 2016 rispettano i limiti.
Nel confronto con gli altri grandi comuni d’Italia, Torino nel 2015 è al secondo posto dietro a Milano, città con cui negli anni si è alternata ai primi due posti per massima concentrazione di biossido d’azoto e di PM10 (Tabella).

Verde
Uno degli aspetti più apprezzati dai turisti – oltre che dagli stessi torinesi – è il ricco e articolato sistema di aree verdi. Secondo i dati recentemente raccolti dall’Istat, Torino, nel confronto con gli altri comuni metropolitani, si colloca al quinto posto per densità di verde urbano fruibile. La città con più verde è Cagliari (52,7 mq per abitante), quella con i valori più bassi è Genova (6,2). Ogni torinese ha mediamente a disposizione 21,7 mq di verde. Il capoluogo torinese, sia in valore assoluto che in proporzione al totale del verde urbano, presenta una delle dotazioni maggiori di verde storico, categoria che comprende gli alberi monumentali e i giardini e parchi che hanno interesse artistico, storico e paesaggistico (Tabella).

Reati
Nel 2015, ultimo anno per il quale ci sono dati Istat, si regista un calo dei reati, rispetto al 2014, sia a Torino città (-5,1%) che nella provincia (-5,4%) superiore a quello nazionale (-4,5%). Se si passa ad analizzare l’andamento nell’ultimo anno dei reati più diffusi, si nota che nel 2015 si è registrata una riduzione sia a Torino che nella provincia dei furti in appartamento (rispettivamente, -10,2% e -15,8%), di quelli di auto (-8,9% e -6,7%) o su auto in sosta (-8,2% e -6,2%), delle rapine (-16,3% e -17%) e delle truffe (-5,7% e -0,8%). Sono, invece, in controtendenza gli scippi e i borseggi che registrano un incremento del +0,9% a Torino e del +1,2% in provincia. Le denunce per questa fattispecie di reato continuano a essere le più numerose nell’area torinese, seguono, praticamente alla pari, i furti in appartamento e in auto in sosta (Tabella).
Nel confronto con le altre città metropolitane, nel 2015 Torino è terzultima, con 6.525 delitti denunciati ogni 100.000 abitanti, davanti a Milano (7.650) e Bologna (7.245). Grazie al calo registrato nell’ultimo anno è salita al penultimo posto per furti nelle abitazioni (era ultima, con il valore più alto pro capite, nel 2014), è peggiorata per scippi e borseggi (era quartultima, nel 2015 è terzultima), ai primi posti per omicidi, con valori bassi (Tabella).

Incidenti stradali
Nel 2015 si sono verificati 3.163 incidenti stradali a Torino, il valore più basso da quasi vent’anni, che hanno causato oltre 4.700 feriti e 33 decessi. Salvo alcune oscillazione, come quella registrata nel 2014, continua la diminuzione dell’incidentalità stradale in città, in linea con l’andamento nazionale. La serie storica mostra chiaramente come dal 2003, anno in cui è stata introdotta la patente a punti, si sia verificato un generale calo degli incidenti stradali (Tabella).
Il numero di incidenti stradali rapportato alla popolazione continua ad essere basso a Torino rispetto sia agli altri capoluoghi metropolitani del Centro Nord sia alle rispettive città metropolitane (Tabella).

Infortuni sul lavoro
Anche nel 2015, continua a diminuire a Torino - come in tutte le metropoli italiane - il numero di infortuni e di decessi sul lavoro, sia in termini assoluti sia in rapporto al numero di occupati (Tabella).

Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle, si consulti il Glossario.

 

(aggiornamento : Aprile 2017)

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