Un progetto del Centro Einaudi
dedicato allo sviluppo
e al futuro delle città

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Ambiente e sicurezza

Rifiuti urbani
I dati 2016 mostrano come la quota procapite di raccolta rifiuti, in riduzione da quasi un decennio, sia nuovamente cresciuta negli ultimi due anni, sia a Torino sia in provincia. La quota di raccolta differenziata si è stabilizzata da anni; a Torino, nelle zone dove è attiva la raccolta porta a porta, si registrano i valori più elevati: i due quartieri più virtuosi sono Borgo Po/Cavoretto e Madonna del Pilone, con valori pari al 65,3%, segue la zona di Pozzo Strada con il 64,9%. I quartieri, invece, che presentano le quote più basse sono San Donato (29,8%), Barriera di Milano (28,7%), Lingotto (28,0%), tutti senza servizio porta a porta (Tabella). Nei maggiori comuni della cintura torinese i livelli di raccolta differenziata risultano in generale superiori a quelli del capoluogo; i più virtuosi sono i centri collinari, con quote di raccolta differenziata che a volte superano l’80% (Tabella). Nel confronto con le altre principali città italiane, netta è la differenza di performance di raccolta differenziata, con le città del Centro Nord che presentano valori decisamente più alti. Torino, con la più elevata quota di differenziata fino al 2012, è scivolata al sesto posto, dietro Venezia, Milano, Firenze, Bologna e Roma (Tabella).

Acqua
Al 31 dicembre 2016, Torino risulta al terzo posto – a pari merito con Venezia – per efficienza della rete idrica, utilizzando, al netto della dispersione dalle tubature, il 75% dell’acqua immessa; valori superiori si registrano a Bologna (76%) e a Milano (88%) (Tabella). Il consumo di acqua in ambito domestico, nel capoluogo piemontese, è diminuito di un terzo tra il 2000 e il 2016 (il risparmio più significativo registrato tra le metropoli italiane), ma tuttora risulta il terzo più alto, dopo quello di Milano e Reggio Calabria: ogni cittadino torinese consuma al giorno 197 litri, contro i 163 litri che mediamente utilizzano gli abitanti degli altri capoluoghi metropolitanii (Tabella).

Inquinamento atmosferico
Anche per il 2017 il livello di inquinamento atmosferico dell’area torinese continua ad essere critico; come sottolineato in Uno sguardo all’aria (relazione annuale dell’ARPA), sebbene i dati della rete di monitoraggio rilevino negli ultimi decenni miglioramenti (per PM10, biossido di azoto e ozono), tali inquinanti restano critici, assieme al benzo(a)pirene. Nel 2017 la concentrazione annuale di PM10 è tornata a salire in quasi tutte le centraline dell'area torinese, superando in diversi casi il valore limite di 40 µg/m3. Tale peggioramento, secondo l’Arpa, “è causato principalmente dalle condizioni di dispersione atmosferica più sfavorevoli” (Tabella). Il biossido di azoto (NO2), uno degli inquinanti atmosferici più pericolosi, supera il valore limite annuale di 40 µg/m3 in 4 stazioni della provincia e in quelle torinesi di via Consolata e piazza Rebaudengo. Per quanto riguarda l’ozono (O3), tutte le centraline collocate nella città metropolitana torinese hanno registrato nel 2017 un numero di giorni di sforamenti superiore al limite di legge. Come sottolineato dall’Arpa “l’analisi delle serie storiche di ozono, rilevate nel corso degli ultimi 12 anni, mostra una sostanziale stabilità dei valori di concentrazione, con una variabilità dovuta soprattutto alla situazione meteorologica del singolo anno” (Tabella). Secondo il bollettino dell’ARPA” le medie annuali di benzo(a)pirene, stimate per il 2017 sulla base dei primi 10 mesi dell’anno, mostrano nell’area urbana torinese una generale stabilità rispetto agli anni precedenti” ; il valore obiettivo viene superato in 3 stazioni torinesi su 6 e in 2 su 10 nel resto della provincia. (Tabella). Quanto al benzo(a)pirene, il valore di legge viene superato in metà delle stazioni torinesi e in 2 della provincia. (Tabella). Relativamente agli altri inquinanti, per i quali sono stabiliti valori di riferimento, nel 2017 “monossido di carbonio (CO), biossido di zolfo (SO2), benzene e metalli (Pb, As, Cd, Ni) rispettano ampiamente i rispettivi valori limite e obbiettivo su tutto il territorio metropolitano” (fonte: ARPA). Nel confronto con gli altri grandi comuni d’Italia, Torino nel 2016 è al secondo posto per inquinamento da PM10 (preceduta da Milano) e da biossido d’azoto (preceduta da da Roma).

Verde
Uno degli aspetti più apprezzati dai turisti – oltre che dagli stessi torinesi – è il ricco e articolato sistema di aree verdi. Secondo i dati recentemente raccolti dall’Istat, Torino, nel confronto con gli altri comuni metropolitani, si colloca al terzo posto per superficie di verde urbano. La città con più verde è Cagliari (53 metri quadri per abitante), quella con i valori più bassi è Genova (6,3). Ogni torinese ha mediamente a disposizione 22 metri quadri di verde, il che fa sì che Torino si collochi al quinto posto nella classifica dei capoluoghi metropolitani. Il capoluogo piemontese, sia in valore assoluto sia in proporzione rispetto al totale del verde urbano, presenta una delle dotazioni maggiori di verde storico, tipologia che comprende parchi e giardini di interesse artistico, storico, paesaggistico e gli alberi monumentali (Tabella).

Reati
Nel 2016, ultimo anno per il quale siano disponibili dati, si registrano diminuzioni dei reati, rispetto al 2015 – sia a Torino città (-7,8%) sia in provincia (-8,6%) – a un livello superiore rispetta alla media nazionale (-7,4%). Se si passa ad analizzare l'andamento nell’ultimo anno dei reati più diffusi, si nota una riduzione sia a Torino sia in provincia dei furti in appartamento (rispettivamente -31,5% e -24,2%), di borseggi e scippi (-13,9% e -14%) e delle rapine (-12,5% e -13,9%). Sono, invece, in controtendenza i furti d’auto che registrano un incremento del +8,6% a Torino e del +6,7% in provincia; anche le truffe sono aumentate rispetto all’anno precedente dell’1,5% nel capoluogo, del 3,9% in provincia (Tabella).
Nel confronto con le altre città metropolitane, nel 2016 Torino è quarta, dietro a Milano, Venezia e Firenze, per numero di delitti denunciati ogni 100.000 abitanti. Grazie al calo registrato nell’ultimo anno è scesa al quarto posto per furti nelle abitazioni (era prima nel 2014), al terzo posto per scippi e borseggi, come nel 2015; invece, è quartultima per tasso di omicidi e terzultima per i tentati omicidi (Tabella).

Incidenti stradali
Nel 2016 si sono verificati 3.013 incidenti stradali a Torino, il valore più basso da quasi vent’anni, dei quali 26 mortali, per un totale di 4.493 feriti e 28 decessi; dati in ulteriore calo rispetto all’anno precedente. Salvo alcune oscillazione, come quella registrata nel 2014, continua la diminuzione dell’incidentalità stradale in città, mentre aumenta a livello nazionale. La serie storica mostra chiaramente come dal 2003, anno in cui tra l'altro è stata introdotta la patente a punti, si sia verificato un generale calo degli incidenti stradali torinesi (Tabella).
Il numero di incidenti stradali rapportato alla popolazione continua ad essere basso a Torino rispetto sia agli altri capoluoghi metropolitani del Centro Nord sia alle rispettive città metropolitane (Tabella).

Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle si consulti Glossario.

 

(Aggiornamento : Aprile 2018)

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