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Dopo tre anni di valori negativi, nel 2015 nella provincia di Torino il tasso di crescita del tessuto imprenditoriale risulta leggermente positivo (+0,02%), dato che, seppur maggiore di zero, è ancora molto lontano da quelli pre-crisi o nazionali (+0,75%). Sono i settori del turismo e dei servizi (soprattutto quelli alle persone) a registrare variazioni positive del numero di imprese. Gli altri comparti continuano, anche nel 2015, a veder diminuire il numero di aziende in essi operanti, soprattutto nelle costruzioni che annoverano un calo del -2% rispetto al 2014. Nel 2015, si evidenza, anche, una leggera diminuzione del numero di fallimenti.

La produzione industriale torinese, dopo il buon andamento del 2014 (+6,1%), nel 2015 perde slancio e chiude l’anno con un -0,1%. Segnali positivi provengono, invece, dal grado di utilizzo degli impianti, che prosegue il trend in crescita iniziato nel corso del 2014, e dalle esportazioni. Torino, infatti, si conferma, per livello di esportazioni, ai primi posti fra le province metropolitane. Inoltre fra il 2014 e il 2015 si registra uno dei tassi di crescita dell’export più alto (+10,5%) contro un valore nazionale del +3,8%. È soprattutto l’indotto auto (che pesa per il 45%) a favorire il buon andamento con una crescita annuale del +20%. Nel 2015, per la prima volta, il principale partner degli scambi commerciali della provincia di Torino non è più la Germania, bensì gli Stati Uniti.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, grazie alle riforme e alla congiuntura positiva, anche a Torino nel 2015 il tasso di occupazione è aumentato e quello di disoccupazione è diminuito, ma nel confronto con le altre province metropolitane del Centro Nord, il capoluogo piemontese continua a collocarsi fra le città peggiori. La disoccupazione giovanile nel 2015 scende al 44,9% (era 49,9% nel 2014), ma permane ancora elevata, se confrontata soprattutto con i livelli pre-crisi, quando era sotto il 20%. Aumentano le assunzioni a tempo indeterminato (+70% rispetto al dato 2014), anche se, sulle oltre 300mila effettuate in totale nel 2015, la maggior parte (circa 7 su 10) continuano ad essere a tempo determinato.

Condizioni più agevoli di accesso al credito hanno determinato un incremento dei prestiti erogati a famiglie ed imprese. Il sistema bancario torinese continua la sua fase di ristrutturazione con un ulteriore diminuzione degli sportelli sul territorio. In contemporanea, però, aumenta il numero di istituti di credito che scelgono Torino come sede amministrativa: nel 2013 erano 9, nel 2015 sono passati a 11.

Aumentano per il terzo anno consecutivo i consumi delle famiglie torinese che nel 2015 spendono mediamente 2.357 euro al mese (+5,6% rispetto al 2014). Diminuisce, anche, il peso delle spese definite “irrinunciabili”, quali quelle per gli alimentari e per la casa, che nel 2013 assorbivano il 58% del budget famigliare, mentre nel 2015 tale quota scende al 53%.

Buoni segnali arrivano dal turismo, nel 2015 continuano ad aumentare sia il numero di arrivi (+3,5% rispetto al 2014) che di presenze turistiche (+6,0) nella provincia di Torino. Negli ultimi quindici anni nell’area torinese si registra un aumento di posti letto pari al +45%, per effetto di un incremento del 49% nel settore alberghiero e del 41% in quello di campeggi, agriturismi, bed & breakfast e altri esercizi complementari. Tuttavia, in parecchie altre città metropolitane l’offerta di posti letto è cresciuta ben più che a Torino.

In Italia, Torino e il Piemonte restano all'avanguardia nella ricerca, ma ancora a notevole distanza dalle regioni europee più avanzate.

Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle, si consulti il Glossario.

 

(aggiornamento : Luglio 2016)

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