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La popolazione scolastica torinese, dai nidi alle scuole secondarie di secondo grado, è composta da oltre 327 mila giovani (135 mila nel capoluogo e 192 mila nel resto della Città metropolitana). Complessivamente, dopo alcuni anni di crescita, nel 2014/15 si è registrata una lieve diminuzione. Nello specifico, sia nel capoluogo che nell’intero territorio provinciale, si sono riscontrati flessioni soprattutto nel numero di iscritti alle scuole dell’infanzia, stazionario quello delle scuole primarie, mentre è ancora in crescita quello delle scuole secondarie di secondo grado. Come evidenziato nel rapporto dell’Osservatorio Istruzione e Formazione professionale dell’Ires Piemonte, negli ultimi anni si stanno verificando nuove dinamiche socio-demografiche che hanno avuto ripercussioni sull’andamento di queste statistiche: da un lato è calato il numero degli allievi stranieri, dall’altro lato stanno entrando nel sistema scolastico le coorti meno numerose di bambini.

Dal punto di vista della spesa per istruzione, nel 2013 Torino, con 221 euro per abitante, è il capoluogo metropolitano che investe di più in questo settore.

Segnali positivi continuano ad arrivare dal sistema universitario. In controtendenza con l’andamento nazionale, l’Università e il Politecnico di Torino registrano ancora nell’a.a. 2014/15 incrementi nel numero di iscritti. Il Politecnico (trainato soprattutto dalla facoltà di Ingegneria) emerge come uno tra gli atenei metropolitani più attrattivi in Italia sia per la quota di stranieri frequentanti, pari al 10,2%, sia per studenti che arrivano da fuori regione (50,4%).

Su oltre 106 mila iscritti negli atenei piemontesi, oltre l’80% studia a Torino, percentuale che sfiora il 90% se si considerano anche le altre sedi della Citta metropolitana (Grugliasco, Orbassano e Ivrea).

Il numero di laureati è, da qualche anno, in ripresa. Sebbene l'andamento sia positivo, la loro quota sulla popolazione a Torino resta bassa soprattutto se si confronta questo dato con quello relativo alle altre città metropolitane del Nord e ancor più con quello delle metropoli europee.

Quanto alla formazione professionale finanziata dalla Regione, nel 2015 si registra un calo degli iscritti soprattutto ai corsi aziendali finalizzati ad aggiornare le competenze dei lavoratori.

Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti nelle tabelle, si consulti il Glossario.

 

(aggiornamento : Settembre 2016)

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